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la parola

Ci sono molti che credono che sia stata una parola – Om – a creare il tutto; si può credere o meno; il problema è meditare sul perché di questo pensiero così diffuso e accolto. La risposta più immediata riporta al valore, al significato che la parola ha per l’uomo quale mezzo di comunicazione; la parola è il risultato di una esplosione sonora con la quale noi esprimiamo i nostri sentimenti.

Con la parola l’uomo ha costruito quella che noi chiamiamo civiltà, perché con essa ha espresso agli altri suoi simili i frutti del proprio pensiero; perché con la parola l’uomo ha manifestato l’amore che costruisce.

La parola dell’uomo ha in parte lo stesso potere di quella parola creatrice che ha dato vita a tutto; quella dell’uomo, che traduce il pensiero che matura in ogni individuo, manifesta se stessa con piccole esplosioni, che sono solo il lontano ricordo di quella primitiva grande esplosione.

 
la scrittura

Ma l’uomo si accorse subito che la parola col suono raggiungeva la coscienza e la mente di chi lo ascoltava, ma non poteva arrivare e trasmettere lo stesso pensiero ad altri, assenti o lontani, ai quali urgeva far conoscere la propria esperienza e il proprio sentimento. Di qui la necessità di fermare la parola, creando una corrispondenza tra il significato della parola e un qualcosa, come delle linee o un disegno, che potesse esprimere all’occhio e all’intelligenza di chi lo vedeva il pensiero di chi lo aveva formulato.

L’uomo, attraverso le varie forme di disegni, simboli e immagini schematiche di oggetti, s’avviò a creare la scrittura alfabetica, quella che noi oggi genericamente definiamo scrittura. Con questa l’uomo sopperisce anche alla perdita della memoria; quando essa viene meno e la Legge orale o la Tradizione è continuamente infranta, è la scrittura che la trasmette a tutti in modo univoco.

 
la stampa

Alla scrittura e al mezzo per la sua diffusione l’uomo ha sempre dedicato tempo e ingegno; prima la scoperta della carta, poi l’arrivo di Gutenberg con la stampa hanno rivoluzionato la scrittura e l’Europa, prima, e il mondo, dopo. Ormai con la stampa il pensiero poteva diffondersi più rapidamente e raggiungere popoli lontani. La stampa agevola questa trasmissione delle conoscenze e dei sentimenti; nelle piccole tipografie, dove prima il compositore manualmente metteva in riga vocali e consonanti per formare le parole che venivano fuse nel piombo, arriva la linotype e veloci compositori agevolano la stampa del pensiero attraverso il libro, i giornali o i più piccoli fogli destinati a diffondere quanto prodotto dall’ingegno e dalla creatività dell’uomo. Una miriade di uomini, da compositori a macchinisti, da fotografi a incisori, hanno creato edizioni d’arte che sfidano il tempo.

A molti, ancora oggi, il libro stampato regala la gioia che si sente nell’annusare il profumo dell’inchiostro e della carta nuova. La scrittura a stampa nella sua espressione cartacea ha condotto il mondo verso quella globalizzazione che ora appartiene a un’altra tipologia di scrittura; non più quella fermata sulle diverse filigrane di carta, ma quella che corre sul video, sul web; in tal modo la scrittura, attraverso il computer, arriva in tutte le case, in tutti gli uffici; è sempre pronta a essere letta, a trasmettere un messaggio, le opinioni, la conoscenza.

Anche la famiglia Olisterno ha contribuito, dal dopoguerra in poi, alla diffusione della scrittura su ogni tipo di carta, con variegati e molteplici caratteri di stampa, in formati diversi.
Dagli anni della ricostruzione post guerra, e nel pieno boom degli anni Sessanta, il capostipite Armando, dopo varie esperienze acquisite presso tipografie di prestigio, partecipò alla fondazione di una delle più grandi e rappresentative aziende tipografiche del sud Italia: La Buona Stampa.
Dopo 30 anni di attività, e dopo migliaia e migliaia di libri prodotti, decide di dedicarsi alla creazione di una nuova azienda, la Grafica Elettronica, impegnata nella lavorazione di tutto ciò che è la prestampa: fotocomposizione, impaginazione e redazione. I quattro figli di Armando hanno sempre seguito il padre nell’arte tipografica, consentendo al papà di tramandare loro l’arte e la professione di un mestiere così nobile e antico.
Nel contempo il figlio maggiore, Ciro, dal 1978 in poi, come professionista informatico, ha creato aziende che si sono occupate di produzione software, siti web e integrazione di sistemi.
Ora l’intera famiglia si è ricomposta, con la presenza discreta e silenziosa, ma attenta e vigile del fondatore, intorno alla Grafica Elettronica per proseguire nello sviluppo delle diverse tipologie di scrittura del nostro tempo.

 
il web

Ma questa è un’altra storia; appartiene a un capitolo ancora da scrivere. Se volete, però, possiamo scriverla insieme fin da ora: noi della Grafica Elettronica – parola su carta, su multimedia e su web – e voi nell’affidarci le vostre esigenze di scrittura.

Laelio Graffige

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