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la scrittura |
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Ma l’uomo si accorse subito che la parola col suono raggiungeva la coscienza e la mente di chi lo ascoltava, ma non poteva arrivare e trasmettere lo stesso pensiero ad altri, assenti o lontani, ai quali urgeva far conoscere la propria esperienza e il proprio sentimento. Di qui la necessità di fermare la parola, creando una corrispondenza tra il significato della parola e un qualcosa, come delle linee o un disegno, che potesse esprimere all’occhio e all’intelligenza di chi lo vedeva il pensiero di chi lo aveva formulato.
L’uomo, attraverso le varie forme di disegni, simboli e immagini schematiche di oggetti, s’avviò a creare la scrittura alfabetica, quella che noi oggi genericamente definiamo scrittura. Con questa l’uomo sopperisce anche alla perdita della memoria; quando essa viene meno e la Legge orale o la Tradizione è continuamente infranta, è la scrittura che la trasmette a tutti in modo univoco.
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la stampa |
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Alla scrittura e al mezzo per la sua diffusione l’uomo ha sempre dedicato tempo e ingegno; prima la scoperta della carta, poi l’arrivo di Gutenberg con la stampa hanno rivoluzionato la scrittura e l’Europa, prima, e il mondo, dopo. Ormai con la stampa il pensiero poteva diffondersi più rapidamente e raggiungere popoli lontani.
La stampa agevola questa trasmissione delle conoscenze e dei sentimenti; nelle piccole tipografie, dove prima il compositore manualmente metteva in riga vocali e consonanti per formare le parole che venivano fuse nel piombo, arriva la linotype e veloci compositori agevolano la stampa del pensiero attraverso il libro, i giornali o i più piccoli fogli destinati a diffondere quanto prodotto dall’ingegno e dalla creatività dell’uomo. Una miriade di uomini, da compositori a macchinisti, da fotografi a incisori, hanno creato edizioni d’arte che sfidano il tempo.
A molti, ancora oggi, il libro stampato regala la gioia che si sente nell’annusare il profumo dell’inchiostro e della carta nuova. La scrittura a stampa nella sua espressione cartacea ha condotto il mondo verso quella globalizzazione
che ora appartiene a un’altra tipologia di scrittura; non più quella fermata sulle diverse filigrane di carta, ma quella che corre sul video, sul web; in tal modo la scrittura, attraverso il computer, arriva in tutte le case, in tutti gli uffici; è sempre pronta a essere letta, a trasmettere un messaggio, le opinioni, la conoscenza.
Anche la famiglia Olisterno ha contribuito, dal dopoguerra in poi, alla diffusione della scrittura su ogni tipo di carta, con variegati e molteplici caratteri di stampa, in formati diversi.
Dagli anni della ricostruzione post guerra, e nel pieno boom degli anni Sessanta, il capostipite Armando, dopo varie esperienze acquisite presso tipografie di prestigio, partecipò alla fondazione di una delle più grandi e rappresentative aziende tipografiche del sud Italia: La Buona Stampa.
Dopo 30 anni di attività, e dopo migliaia e migliaia di libri prodotti, decide di dedicarsi alla creazione di una nuova azienda, la Grafica Elettronica, impegnata nella lavorazione di tutto ciò che è la prestampa: fotocomposizione, impaginazione e redazione. I quattro figli di Armando hanno sempre seguito il padre nell’arte tipografica, consentendo al papà di tramandare loro l’arte e la professione di un mestiere così nobile e antico.
Nel contempo il figlio maggiore, Ciro, dal 1978 in poi, come professionista informatico, ha creato aziende che si sono occupate di produzione software, siti web e integrazione di sistemi.
Ora l’intera famiglia si è ricomposta, con la presenza discreta e silenziosa, ma attenta e vigile del fondatore, intorno alla Grafica Elettronica per proseguire nello sviluppo delle diverse tipologie di scrittura del nostro tempo.
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