Una storia d’amore vera. Intensa, tragica, appassionata, dimenticata per secoli. Isabella di Morra è la vittima del primo femminicidio perpetrato in Italia, nella prima metà del Millecinquecento. La giovane poetessa, baronessa di Valsinni, fu dapprima segregata e poi uccisa dai suoi fratelli, accusata di aver intessuto una relazione con un nobile spagnolo, che fu assassinato dagli stessi soggetti. Benedetto Croce, il grande filosofo, portò a conoscenza del mondo accademico la storia e le poesie della sfortunata giovane, dedicandole anche un saggio. Una tragedia meno nota del dramma di Romeo e Giulietta o di Paolo e Francesca, ma ugualmente toccante. Con questo romanzo, Armando Pannone ha voluto rendere omaggio ad una donna sensibile e appassionata, la cui unica colpa è stata quella di aver osato amare.
Armando Pannone
Armando Pannone, nato a Napoli, è scrittore, analista politico, medievista e conferenziere. Ha pubblicato i saggi politici “Annus Horribilis” e “L’Italia del Covid”, e, dopo la Trilogia Templare, composta dai romanzi “Le cripte del Sebeto”, “La rotta del Graal” e “Athanor”, ha proseguito nella Saga Salomonica con “I Rotoli di Gerico” ed ora con questo lavoro. Aderisce alla Teoria degli Antichi Astronauti. È Gran Siniscalco dell’Ordine dei Cavalieri del Tempio di Salomone.