Ho intitolato “Trasparenze” queste composizioni
scelte fra le altre perché da esse
traspare al meglio il mio mondo di affetti,
le cose che amo, senza ermetismi.
Con un gioco di parole, le definirei “Poesie
in narrazione” o “Narranti”.
Un ossimoro forse.
Non so se esista un tal genere in letteratura
e se si possa dare ad esse un valore
poetico.
Un valore umano certamente.
L’amore per la parola scritta, letta è stato
il motivo che ha accompagnato la mia
esistenza…
Non ho tecniche o stili particolari: amo la
composizione breve che brucia come
un – lasciare l’anima e quella lunga dove
tutto è possibile comunicare.
Credo, infine, che siamo tutte creature
nate dall’Amore universale anche se
toccate da sventure.
Ogni tanto da momenti bellissimi.
Diana Luciani De Oto
Diana Luciani De Oto nasce in un paesino
del teramano che rimarrà sconosciuto
per lo più a lei, il 26 Febbraio
1943, ancora in tempo di guerra e vive i
disagi dell’epoca.
Il collegio a Napoli in tenera età, forma il
carattere schivo e il suo mondo ricco di
sentimenti.
Nell’adolescenza trova il suo “buen retiro”
in Campobasso, dove compie gli
studi all’Istituto magistrale “Principessa
Elena”.
Lettrice onnivora, trova nei libri i compagni
ideali.
Vince il concorso magistrale nel 1962.
L’aspetto delicato, minuto, la fa subito
amare dagli alunni che si avvicenderanno
sino al 1996, anno del pensionamento.
È stato amore a prima vista con la
scuola: banco, lavagna, gesso…
In lei fervono gli umori dei favolosi anni
sessanta… ne adora la moda, il senso di
libertà del pensiero, la musica…
I Beatles sono la colonna sonora della
sua vita.
Ha scritto poesie qui presenti, pubblicate
su riviste tra cui “Meteora”, edita
annualmente dall’associazione Fidapa
di cui è socia fondatrice per il club di
Termoli.
La sua inguaribile ritrosia a mostrarsi
la fa partecipare a pochissimi concorsi.
La Filoso‘ a è ancora oggi la sua materia
prediletta e del resto Socrate pensa che
una vita non esaminata sia una vita non
vissuta.
L’uomo stesso si fa problema e trova
la via che lo conduce alla verità. Altrimenti
avremmo un destino senza speranza