In questo romanzo, forte e coinvolgente,
Ettore, un alcolista di 57 anni viene lasciato
dalla moglie che porta con sé
il figlio perché la sua situazione in famiglia
si è fatta insostenibile. Attraverso la
narrazione in prima persona dei due coniugi,
si dipana un racconto duro in cui si
delinea però un percorso di recupero
dell’uomo e di rinascita. Nel racconto
emerge l’inferno quotidiano, la lotta
contro se stessi, contro la dipendenza, la
voglia di uscirne e l’impossibilità, fino ad
una difficile ma consapevole svolta. Il libro
rappresenta un affresco sociale in
cui non si sprecano aggettivi, le qualità
si capiscono dalle azioni, la prosa è
asciutta ed essenziale, angolosa e tagliente
come i cocci di vetro su cui cammina
il protagonista che dal buio del dolore
a poco a poco intravede uno spiraglio
di luce.
Graziella Ghione
GRAZIELLA GHIONE
è nata a Racconigi (Cuneo).
Insegnante elementare,
ha collaborato a testate locali
e ha pubblicato racconti
e poesie su riviste culturali
e testi di sperimentazione
didattica. Ha pubblicato un
testo di narrativa “Gli ultimi
giorni di Nuto” nell’anno
1999. Ha frequentato la
Scuola di Scrittura “Holden”
di Torino. Nel 2001 ha vinto
il primo premio del 6°
Concorso Letterario
Multiculturale “Lune
di Primavera” con il
Racconto “Mamangi”.